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Risposta alla lettera di Luigi Borgomaneri
  Posted on Wed 13 Dec 2006 by ulissegio (689 reads)
Leggo le precisazioni che Luigi Borgomaneri ha voluto dare con questa lettera rispetto a quanto ho scritto nell'articolo apparso sul numero precedente. Se ho percepito male il suo pensiero o le mie parole possono aver prestato il fianco a interpretazioni non corrette dei fatti e degli studi storici in questo campo, faccio ammenda e chiedo pubblicamente scusa dei miei errori o travisamenti. Quando scrivo cerco di dare forma a concetti, immagini espressioni che spesso emergono nel corso di un'intervista, al di la delle domande dirette che servono da spunto. Cerco di cogliere un filo del discorso che spesso si fa 'indagine colloquiale', e ritengo sia questo uno degli aspetti più belli nel giornalismo, almeno nel mio modo di farlo. Quindi, di non aver raggiunto il mio obbiettivo comunicativo, anzi di aver sortito l'effetto contrario, me ne rammarico molto, specie su un argomento vivo e importante, ora come non mai...
Circa la frase "...forse oggi non ha più senso giudicare ognuno e ogni cosa come, fascista, antifascista, comunista..." la mia intenzione era diversa, direi contraria.Volevo infatti indicare come in generale oggi si urli troppo e si usino certe categorie a sproposito: il rischio è proprio quello indicato da Borgomaneri di creare confusione tra i concetti, di (appunto) inflazionarne l'uso fino a creare indifferenza, disinteresse. E questo purtroppo già avviene largamente in tutti gli aspetti della vita del nostro paese. Nella versione primaria dell'articolo questo concetto era più approfondito, forse troppo. La mia correzione quindi ne ha stravolto il significato rendendola, mi rendo conto, equivoca.
Per quel che riguarda invece il giudizio sui ragazzi che hanno interrotto la presentazione del libro di Pansa, non deve essere ricondotta a un giudizio espresso da Borgomaneri: le risposte alle mie domande iniziano dopo e sono chiaramente ricomprese nel virgolettato. Nè mi sembra del resto di essere stato indulgente con loro. trovo il loro comportamento decisamente cretino, ma anche profondamente intriso di arroganza, dell'uso impositivo e intimidatorio della forza, questo sì appartenente alla cultura fascista. Che di questo loro non se ne siano minimamente resi conto è fuori di dubbio. Ma non volevo neanche che questo aspetto passasse inosservato.

Davide Migliore
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