
| Possiamo pensare a "Sesto per l'Africa"? |
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| Posted on Tue 23 Jan 2007 by ulissegio (662 reads) |
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Riteniamo sia stato importante che a dicembre a Sesto, proprio perchè in vista del Natale e del nuovo anno, ci siano state più oppurtunità per ricordare che ad oggi non è acquisito, come vorrebbe la “Dichiarazione universale dei diritti umani” del 10/12/1948, che “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti”. La lettera di Felice Cagliani ai ragazzi sestesi, lettera su “Nuova Sesto” del 15/12, ricordava i molti diritti umani che oggi sono riservati quasi esclusivamente al mondo occidentale (diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, al gioco, al lavoro.., fino al diritto di bere e mangiare). Nell’incontro dell’11/12 promosso dal Cespi, “Acqua bene comune”, il prof. Riccardo Petrella (Segretario Generale del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua e vicepresidente del Comitato Italiano –vedi www.portatoridacqua.it-) ci ha ricordato che l’acqua deve essere un diritto e bene comune di tutte le persone in quanto vitale. I dati elaborati dal suo Comitato sullo stato dello sviluppo umano nel mondo dicono però che circa 1,5 miliardi persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile (poco meno del 25% dell’attuale popolazione); altri 2,6 non hanno servizi igienico sanitari di base, con conseguente ridotta speranza di vita. Secondo i dati OMS muoiono per mancanza di servizi e di acqua 10 milioni di persone all’anno, in gran parte bambini; sono morti a noi sconosciuti, che non fanno notizia perché non sono europei o nordamericani, ma sono mediamente più di 27.000 persone al giorno, molto molto più di altri tragici eventi: più di una Bhopal al giorno, quasi dieci Torri Gemelle tutti i giorni per anni, ogni anno un numero di morti quasi pari a quello dei lager nazisti. Come mondo occidentale ci occupiamo seriamente del diritto alla vita del terzo mondo così come facciamo con gli embrioni occidentali e non, o possiamo fare di più per evitare questo “silenzioso genocidio”? Il 13/12 Emergency e Teresa Strada ci hanno poi presentato il documentario “Afganistan: Effetti collaterali?”, ricordandoci le migliaia di vittime civili delle guerre e le mutilazioni permanenti a migliaia di persone che si traducono in ulteriore freno allo sviluppo dei paesi in guerra o anche formalmente usciti dalle guerre che comunque hanno disseminato sul loro territorio il “ricordo” duraturo delle mine antiuomo, ancora usate nella recente guerra in Libano. Ed è per darci speranze che Emergency ha comunicato che probabilmente verso fine febbraio 2007 sarà operativo il “Centro regionale di cardiochirurgia Salam” a Soba, Karthoum, che curerà gratuitamente come in tutti gli altri ospedali di Emergency nelle diverse zone di guerra e povertà, per riconoscere il diritto di tutti alla salute, le popolazioni sudanesi e dei nove stati confinanti. Riprendendo le importanti sollecitazioni della lettera di Cagliani, nei nostri pensieri per il 2007 proviamo a ricordare che se per i nostri ragazzi basta aprire un rubinetto per avere l’acqua, un quarto dei ragazzi al mondo non ha né rubinetti né acqua. Proviamo anche a considerare che se giocare a calcio o pallavolo per i nostri ragazzi è facile, tantissimi altri loro coetanei potrebbero farlo solo con delle protesi, se c’è qualcuno che li opera e cura in tempo, gliele procura e li assiste nella riabilitazione. Il Consorzio Acqua Potabile ci ha detto che per il 1.800.000 abitanti dei Comuni consorziati serviti, incluso Sesto, pompa dai pozzi oltre 300 litri di acqua potabile al giorno a testa; il minimo vitale per ogni persona è stato indicato dall’OMS in 40 litri al giorno, ma la media oggi disponibile in Africa è di 20 litri al giorno, contro un consumo medio a persona in Italia di 150-200 litri. Per meglio collegare i temi di cui sopra, riportiamo un ultimo dato indicato dal prof. Petrella che ci aiuta anche a quantificare cosa potrebbe significare dire no alle guerre ed agli armamenti per dare il diritto alla vita a chi oggi non l’ha. Il Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua ha lanciato la campagna “3 miliardi di rubinetti per il 2020”, cioè l’obiettivo di dare acqua a tutti, valutando che per raggiungerlo basterebbe l’equivalente di 7 giorni/anno degli oltre 1.000 miliardi di US$ destinati annualmente dai governi agli armamenti. Sulla base di queste informazioni e dati, che possiamo fare di più a Sesto nel 2007 per affrontare questi problemi? Vediamolo considerando altre due informazioni: • Padre Alex Zanotelli ricorda spesso nei suoi interventi che il 75% delle risorse mondiali è oggi consumato da meno del 25% della popolazione mondiale • Più ricerche ed interventi sullo stato del pianeta, come Giovanni Sartori ricorda periodicamente sul Corriere della Sera, valutano che le risorse globali, se continueranno ad essere usate con l’irresponsabile trend attuale, finiranno entro 50 anni, e che tra un paio di decenni non ci saranno già più risorse per il 20-30% della popolazione mondiale che non le potrà pagare (= mercificazione dei diritti e beni comuni). In queste settimane pensiamo anche a questo oltre ad imprecare che non c’è neve? Noi crediamo che la conclusione non possa che essere quella di ottimizzare i nostri servizi, come Oldrini e Fimiani hanno spiegato nell’incontro Cespi, e adeguare i nostri stili di vita trasferendo le risorse risparmiate a chi oggi non le ha, ovvero una sorta di Giubileo. Come tradurre questo in possibili iniziative specifiche di Sesto, al di là della partecipazione e contributo al fondo di solidarietà della Provincia? Si può ipotizzare che siano devoluti a progetti di aiuto e sviluppo, quindi come impegno etico, una parte dei benefici derivanti dalla migliore gestione dei servizi più quelli che deriveranno dall’attuazione del “Piano Energetico” cittadino che riteniamo prossimo alla conclusione dato che è nato da Agenda 21? Per quanto riguarda lo sviluppo di una cultura di pace Cagliani ha già ricordato la continuità dell’impegno del Comune nelle scuole in particolare in occasione della ricorrenza del 10 Dicembre, e il lavoro più ampio del Comitato “Sesto per la pace” e “Sesto solidale”. Il Gruppo sestese di Emergency, i cui obiettivi generali sono noti così come le campagne specifiche contro tutte le guerre e per la cura delle vittime (www.emergency.it; www.peacereporter.it) crediamo valuterà se lanciare un obiettivo specifico a Sesto del tipo di quello di alcuni anni fa “Il cuore di Sesto per Choman”. Un obiettivo cittadino nuovo potrebbe quindi essere quello di sostenere progetti per dare o estendere il diritto alla vita in Africa, progetti mirati che devono affrontare il legame tra la non disponibilità di acqua e la povertà, e quindi affiancare progetti di servizi e sviluppo alla disponibilità di acqua. Risulta che associazioni con sedi a Sesto stiano realizzando progetti di questo tipo o singoli sestesi abbiano contribuito o stiano sostenendo altri progetti (vedere ad esempio www.unaltromondo.it/Acqua bene Comune, interventi in Mali; Premio Sconfinando “In un bicchiere d’acqua” www.sconfinando-sesto.org; Comunità Volontari nel Mondo di Ancona: www.cvm.an.it; GMA Gruppo Missioni Asmara www.gmagma.org). E’ condivisibile l’idea di un “GEMELLAGGIO” da studiare entro il 2007 tra la Città di Sesto ed un’area africana segnalata dalle Associazioni sestesi basato su progetti di sviluppo e scambio interculturale? Riteniamo che una iniziativa del genere, chiara e mirata, possa raccogliere l’adesione ed i contributi non solo istituzionali, ma soprattutto da associazioni, Enti privati e singoli cittadini (vedi ad es. la recente missione in Senegal ed il “Progetto Africa” della AINM -www.ainordmilano.com-). L’invito a chi leggerà questa lettera è anche quello di valutare i dati riportati nell’introduzione verificandoli sui siti indicati e, più in generale, consultare anche i siti www.: sestosg.net/sesto nel mondo, Patto di amicizia con la Repubblica Araba Saharawi; nigrizia.it; italiafrica.it (iniziativa del Comune di Roma, 2005); amref.it; unicef.it; pimemilano.it; e infine, perché no, quello della Bill and Melinda Gates Foundation –www.gatesfoundation.org-. Alino e Matteo Ducceschi (www.matteo.ducceschi@tele2.it) |
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