
| Lettera Gigi Medri |
|---|
| Posted on Mon 11 Feb 2008 by ulissegio (382 reads) |
|
Onore al merito al gruppo di amici ed estimatori di Gigi Medri, collegati al centro anziani del Tenebiaco, per aver finalmente stampato un suo volume di poesie. Il loro sforzo ha coperto una grave dimenticanza delle Istituzioni. Un uomo di 85 anni, fondatore con altri della Biblioteca Civica, con un passato nella Resistenza, poeta colto e spesso raffinato, andava pubblicato dal suo Comune di appartenenza a cui ha regalato la musicalità dei suoi versi. Non mi permetto di dare giudizi sulla grafica e sul progetto editoriale. Dà fastidio solo la strumentalizzazione politica, che in questo caso non andava fatta. Il mio ex collega dell’Istituto cittadino De Nicola,Vasco Pasqualini, serio e severo docente di lettere, nella introduzione non si controlla e scrive testualmente: “ma come, hanno dato il Nobel a Dario Fo”…manca solo che aggiunga quel comunista, o forse quel pirla, vista la delicatezza della frase. E poi aggiunge “Ed eravamo tutti d’accordo...”,( complimenti). Poi più avanti onestamente corregge un po’ il tiro sull’uomo di teatro, ma non basta. Con tutto rispetto a Gigi, amico che io ho recensito per anni su Nuova Sesto e sulla rivista Confini, e difatti nei suoi volumi fotocopiati ci sono tutte le mie citazioni, Dario Fo ha cambiato il linguaggio teatrale, la mia generazione andava in massa a vederlo e, quando non c’era posto, venivamo ospitati sul palco, rompendo quindi la sacralità borghese e antica che prevedeva il pubblico distante dal palcoscenico. Ci ha proposto un teatro politico che toccava i problemi sociali del momento storico, ci ha dato cultura rivisitando il Ruzante e personaggi medioevali con una recitazione straordinaria. E ha scritto molto. Una produzione tutta diversa dal linguaggio poetico di Medri, buon poeta e delicato verseggiatore, anche lui qualche volta politico. La poesia sul 25 aprile del 1945 è freschissima. Ma è il paragone con Fo, tirato dentro a forza, che non calza, perché sono due personaggi rispettabili ma che hanno lavorato in campi diversi della cultura. Medri andava scoperto quando era giovane, e non è certo colpa di Dario Fo ma della cricca dei critici laureati, come direbbe Montale. Paolo Lezziero |
| Index :: Print :: E-mail |
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.


